Michela Gerosa

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The Romantic Cello

The Romantic Cello: questo il titolo del convegno in programma tra il 22 e il 24 novembre 2024 presso la Sala Locatelli della Fondazione Mia, al quale il Centro studi donizettiano della Fondazione Teatro Donizetti parteciperà con Maurizio Merisio (Archivio musicale FTD). Il Convegno, organizzato dall’Associazione Alfredo Piatti di Bergamo, dal Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini di Lucca, dal Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française di Venezia si propone come una vera occasione attorno al violoncello in periodo romantico. Nutrita la presenza di studiosi internazionali e ricco il programma. Nella prima giornata focus dedicati al violoncello nel XIX secolo tra trattati e letteratura, all’interpretazione e alla tecnica, ad Alfredo Piatti. L’intervento di Maurizio Merisio Alfredo Piatti e l’Unione Filarmonica di Bergamo: l’originalità, le esecuzioni per violoncello, l’orchestra stabile presenterà l’attività strumentale e, più precisamente, le esecuzioni di musica per violoncello nella sala dell’Unione Filarmonica di Bergamo. Un inquadramento del panorama generale della ricca realtà musicale bergamasca precederà una breve narrazione della presenza del violoncello solista nella sala della Società Musicale. Di questi interventi fiore all’occhiello furono quelli di Alfredo Piatti prima giovane enfant prodige e poi solista affermato. L’intervento si chiuderà con la proposta di una cronologia delle accademie che hanno visto protagonisti al violoncello i dilettanti, nell’accezione ottocentesca di virtuosi, delle esecuzioni. Nella seconda giornata interventi sulle figure femminili e il violoncello, la tradizione del violoncello in Belgio e molto altro. Per tutti infine il concerto inserito nel Festival Violoncellistico Internazionale Alfredo Piatti.

The Romantic Cello2024-09-24T06:58:32+02:00

28 settembre: ancora DeCineForum Donizetti

Articolato in cinque appuntamenti, il DeCineForum Donizetti nasce da un’idea dell’Area scientifica della Fondazione Teatro Donizetti. L’iniziativa offre al pubblico la possibilità di assistere alle proiezioni di cinque titoli donizettiani, appartenenti a generi differenti e scritti per teatri diversi, tra Italia e Francia, che hanno segnato la carriera del compositore bergamasco: Enrico di Borgogna, melodramma in due atti su libretto di Bartolomeo Merelli che ne sancì l’esordio nel 1818, al Teatro Vendramin San Luca di Venezia, in cui Donizetti si confronta con il genere semiserio; Olivo e Pasquale, melodramma giocoso in due atti su libretto di Jacopo Ferretti andato in scena al Teatro Valle di Roma nel 1827, in cui emerge chiaramente la sua vena comica; Lucrezia Borgia, melodramma in un prologo e due atti su libretto di Felice Romani (tratto dalla Lucrèce Borgia di Victor Hugo) che debuttò al Teatro alla Scala nel 1833 e che oggi è riconosciuto come uno dei capolavori – tragici – indiscussi di Donizetti; L’Ange de Nisida, opéra de genre su libretto di Gustave Vaëz e Alphonse Royer che avrebbe dovuto debuttare al Théâtre de la Renaissance di Parigi nel 1839, e che ha invece ricevuto la sua prima, acclamata, rappresentazione in forma scenica proprio al Festival Donizetti Opera, nel 2019; e La favorite, grand opéra su libretto di Gustave Vaëz, Alphonse Royer ed Eugène Scribe andato in scena all’Académie Royale de Musique nel 1840, con cui Donizetti ebbe modo di misurarsi per la prima volta con il tempio dell’opera francese. L’occasione permette anche di ripercorrere alcune delle tappe fondamentali del Festival Donizetti Opera, di cui quest’anno si celebra il decennale, dando l’opportunità di rivedere alcune delle sue produzioni più significative, tra cui una (Enrico di Borgogna, regia di Silvia Paoli) legata al progetto Donizetti 200, e due (L’Ange de Nisida, regia di Francesco Micheli, e La favorite, regia di Valentina Carrasco) vincitrici del prestigioso Premio Abbiati della critica musicale italiana. Non da ultimo, la formula del CineForum restituisce al pubblico la possibilità di una visione collettiva condivisa delle opere donizettiane, in una delle sale più accoglienti del Teatro Donizetti, in attesa della prossima edizione del Festival. Prossimi appuntamenti presso la Sala Musica Tremaglia del Teatro Donizetti. sabato 28 settembre alle 14.30 L’Ange de Nisida domenica 29 settembre alle 14.30 La favorite Ingresso libero e gratuito.

28 settembre: ancora DeCineForum Donizetti2024-09-24T06:58:59+02:00

Don Pasquale in archivio

Un nuovo allestimento per Don Pasquale di Gaetano Donizetti in occasione del Donizetti Opera 2024.  L’ampia dotazione iconografica consente di ricostruire il mondo visivo legato ad uno spettacolo. Grazie ai materiali d’archivio è possibile raccontare di indimenticabili star della lirica, sapienti direttori d’orchestra, dello storico direttore del Teatro Bindo Missiroli, degli artisti bergamaschi. Renata Scotto è regina della Stagione 1964. A lei il ruolo di Lucia, in Lucia di Lammermoor, per inaugurare il rinnovato Teatro Donizetti e nello stesso anno anche quello di Norina in Don Pasquale. Le foto di scena la ritraggono, sul palcoscenico ingrandito dopo il restauro, dar vita ad una figura femminile furba, sicura di sé, dalla gestualità esplicita. Divertenti le foto “posate” nel 1951 che ritraggono i protagonisti dell’opera in scatti ravvicinati. Tali foto venivano scattate in momenti appositi con l’uso del flash e la presenza del fotografo sul palcoscenico, così da ovviare alla mancanza di zoom e luci adeguate alla fotografia durante lo spettacolo. Si riconoscono, questa volta senza gli abiti di scena, Fernando Corena (Don Pasquale), Giuseppina Arnaldi (Norina), Cesare Valetti (Ernesto), Giusppe Taddei (Dottor Malatesta), ma anche il direttore Nino Sanzogno e un divertito Missiroli. Enzo Dara è tre volte Don Pasquale nel 1976, 1984 e ancora nel 2001. Accoppiata Enzo Dara e Bruno Campanella (direttore d’orchestra) confermata per ben due volte nel 1976 e nel 1984: diversi gli allestimenti il primo, per la regia di Giancarlo Menotti, più scherzoso e con un audace Norina (Fiorella Pedicone) in sottoveste; più tradizionale il secondo per la regia di Vera Bertinotti e le scene di Pino Izzo. Una sorta di voliera/palazzo di gusto Liberty era il cuore dell’edizione del centenario donizettiano del 1997, un elegante palazzo dal gusto ottocentesco e una ricca quadreria quello del 2010, mentre atmosfere pop, colori sgargianti e una Norina-Maryln Monroe alla Gli uomini preferiscono le bionde erano il marchio di fabbrica dell’ultimo allestimento targato 2015 con Paolo Bordogna che riprendeva il ruolo di Don Pasquale già interpretato nel 2010.

Don Pasquale in archivio2024-06-13T09:07:08+02:00

Roberto Devereux al Teatro Donzietti

Poche le volte per Roberto Devereux al Teatro Riccardi, poi Donizetti. Giusta, dunque, l’attesa per l’edizione 2024. Roberto Devereux fu composto tra l’estate e l’autunno del 1837 e venne rappresentato la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 28 ottobre dello stesso anno. L’opera fu poi rivista da Donizetti in occasione della prima parigina al Théâtre-Italien il 27 dicembre 1838. Nella tragedia lirica in tre atti, basata sul libretto di Salvadore Cammarano, si narra dell’illecita e segreta passione amorosa fra Sara (duchessa di Notthingam) e Roberto (Conte di Essex e amante della regina) che condurrà Elisabetta d’Inghilterra ad esser vittima della propria ossessione gelosa. Prima apparizione a Bergamo per il titolo donizettiano nel 1862 nell’allora Teatro Riccardi. Nel cast Agostino dell’Armi come Roberto, Gertrude Naglia come la regina Elisabetta d’Inghilterra, Ercole Antico nelle vesti del Duca di Nottingham, Virginia Cortinovis fu Sara, la direzione d’orchestra spettò a Francesco Mauro Zanchi, le scene a Carlo Rota. Un intervallo lungo più di un secolo separa la rappresentazione del 1862 da quella, in tempi moderni, del 1967. Di quell’edizione, nell’archivio iconografico della Fondazione Teatro Donizetti si custodiscono cinque foto a colori e una in bianco e nero che documentano un allestimento tradizionale e di prestigio, attento nella riproposizione dei costumi e degli ambienti. Ruggero Bondino fu Roberto, Radmila Bakocevic vestì i panni di Elisabetta, Antonio Boyer di Nottingham, Anna Maria Rota di Sara, Gabriele De Julis di Lord Cecil, Alessandro Maddalena di Sir Gualtiero, Ugo Rapalo fu il direttore d'orchestra. Nel 2006 a ben 29 anni di distanza Roberto Devereux tornò al Teatro Donizetti. La stagione debuttò con uno dei lavori teatrali donizettiani più intensi e ricchi di pathos. In accordo con il direttore d’orchestra Marcello Rota, vennero riproposte nell’esecuzione alcune significative varianti; fu omessa in apertura la sinfonia: il pezzo venne infatti aggiunto in occasione della ripresa parigina del 1838. Con la regia di Francesco Bellotto, scene e costumi di David Walker l’opera diede il via al Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti. Dimitra Theodossiou fu un’intensa ed emozionante Elisabetta, con lei sul palco Federica Bragaglia (Sara), Massimiliano Pisapia (Roberto Devereux), Andrew Schroeder (Duca Di Nottingham), Luigi Albani (Lord Cecil), Giorgio Valerio (Sir Gualtieri Raleigh).

Roberto Devereux al Teatro Donzietti2024-06-13T09:02:29+02:00
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