La storia della lirica attraverso i bozzetti


I bozzetti conservati raccontano le Stagioni della Lirica dal 1936 in avanti: una data significativa perché è in quell’anno che prendeva il via il processo di municipalizzazione del Teatro Donizetti, che si sarebbe concluso solo due anni dopo nel 1938.
Il titolo databile al ’36 è Terra di Leggenda con musiche di Lodovico Rocca e scenografie di Contardo Barbieri maestro dell’Accademia Carrara, di cui divenne direttore nel 1931.

Si avverte ad inizio XX secolo una necessità di rinnovamento degli apparati scenici. A Firenze (si chiamano De Chirico, Casorati e altri; all’estero Picasso aveva avuto importanti esperienze teatrali) la necessità si estende a tutta Italia. Quando a Bergamo verrà allestita Medusa di Bruno Barilli (1938) per sentirla verranno a Bergamo De Chirico, Savinio e altri artisti della Scuola di Monaco e dell’Ecole de Paris.

Il Teatro delle Novità


A Bergamo Bindo Missiroli punta al rinnovamento globale del Teatro Lirico e con esso anche all’ammodernamento delle scene e dei costumi.
Costruisce una partnership con l’Accademia Carrara e la Scuola d’Arte Andrea Fantoni.
In occasione del primo titolo del Teatro delle Novità Bergamo è la città della prima messa in scena di Maria d’Alessandria di Giorgio Federico Ghedini; le scene sono ancora di Contardo Barbieri che negli anni ’30 è una presenza stabile al Donizetti.
Nel dopoguerra direttore dell’Accademia Carrara (riaperta dopo il conflitto) è Achille Funi, con lui ci sono tra i docenti Attilio Pizzigoni e Sandro Angelini, la collaborazione con il Teatro si amplia e ha esiti positivi.

Continua è proprio la presenza di Sandro Angelini, legato a Missiroli nella promozione dell’iniziativa. Angelini è già attivo nella Stagione del ’37 con Amore sotto chiave; negli anni lo si vede impegnato soprattutto nei titoli del Teatro delle Novità ma anche in quelli di tradizione ad esempio in Cavalleria Rusticana nel 1940, in occasione del 50° della composizione con Mascagni presente in veste di direttore d’orchestra, al Barbiere di Siviglia del 1941. Nel 1940 realizza le scene per il balletto di Gianandrea Gavazzeni Il Furioso all’Isola di San Domingo.
Ad Angelini, rinnovatosi con la tecnica del collage, spettano i bozzetti di Ferrovia Sopraelevata che nel 1955 concretizza al meglio la filosofia del Teatro delle Novità grazie alle musiche di Luciano Chailly e al testo di Dino Buzzati (per un racconto musicale in sei episodi). Un’esperienza, quella della collaborazione tra grandi scrittori e compositori a servizio del nuovo Teatro lirico, che verrà ripetuta l’anno successivo per La Panchina di Sergio Liberovici con testo di Italo Calvino (scenografie di Arturo Bonfanti).
La realizzazione delle scene è spesso affidata a Sormani e dei costumi a Caramba, ditte di grande tradizione.

I grandi scenografi


Anche per i titoli della tradizione i bozzetti sono spesso pezzi di pittura, talvolta è faticoso il passaggio dimensionale e materico alle dimensioni di scenografia.

A Trento Longaretti nel 1954, direttore dell’Accademia Carrara e titolare della cattedra di pittura dall’anno precedente, spettano le scenografie della Lucia di Lammermoor diretta da Francesco Molinari Pradelli con la divina Maria Callas protagonista.
Di assoluto interesse è seguire, attraverso la collaborazione con il Teatro, la carriera di alcuni grandi artisti bergamaschi quali Normanni e Lizioli – insieme ad altri – che dapprima appaiono qualificati nei programmi di sala come «allievi dell’Accademia Carrara» e che in seguito raggiungeranno la dignità di firma. I bozzetti dell’archivio documentano l’arte bergamasca del tempo attraverso i lavori di Erminio Maffioletti, Vito Sonzogni, Alberto Zilocchi, Luciano Galmozzi.

Allo stesso tempo tra i materiali custoditi è possibile rintracciare la firma di scenografi dallo spessore internazionale e nazionale quali Gianrico Becher, William Orlandi, Carlo Savi, Ferrucchio Villagrossi, Angelo Sala.
Indicabile è anche la presenza femminile di Titina Rota, Laura Recchi Tedeschi, Tina Sestini Palli e Tilde Poli.

Il patrimonio conservato


In totale i pezzi conservati tra bozzetti e alcune piante degli allestimenti sono oltre mille (formato cartaceo e formato digitale). Le ricerche possibili riguardano la storia dei titoli messi in scena, il rapporto tra artisti di fama e il mondo del teatro lirico, lo stile degli scenografi e l’evoluzione della cultura figurativa del teatro d’opera, il cambiamento delle tecniche e il modo di lavorare di ciascun artista (compendiario, accurato, su carta riciclata ecc.).

La verità di una piega o di un piccolo strappo, ci ricordano che bozzetti e figurini andavano considerati come oggetto d’uso.

Tutto il materiale è catalogato ed è stata completata la mappatura iconografica in alta definizione

Per informazioni contattare:

Clelia Epis
archivio@fondazioneteatrodonizetti.org