Un approfondimento su “L’aio nell’imbarazzo” del 1959

Un nuovo allestimento per L’Aio nell’imbarazzo di Gaetano Donizetti in occasione del Donizetti Opera 2022.  L’archivio iconografico offre un interessante approfondimento sulle edizioni precedenti, in particolare quella del 1959 con i figurini realizzati da Gianrico Becher. L’artista per il dramma giocoso donizettiano si occupò sia delle scene che dei costumi, ma non della regia come in altre occasioni gli era capitato di fare per altri teatri. I figurini preparati per vestire Madama Gilda, L'Ajo, i giardinieri, Il Marchese (Don Giulio), Pipetto, Il Marchese Enrico, i cuochi, i cocchieri, il bambino, Leonarda cameriera, i camerieri si contraddistinguono per un segno rapido, veloce, ironico. In totale sono 13 i bozzetti dell’archivio, tutti per costumi e nessuna scenografia, ma quattro foto di scena in bianco e nero (Foto Weels) consentono un puntuale confronto con quanto fu allestito. I lavori di Becher custoditi presso il Donizetti sono stati oggetto di studio tra il 2019 e il 2020 della professoressa Ivana D’Agostino dell’Accademia Belle Arti di Venezia (Annuario ed. Laterza). Lo spunto è venuto da un bozzetto preparato per l’Aio custodito nell’archivio donato dalla vedova all’Accademia veneziana. In una delle cartelle di questo archivio un figurino riferito all’Aio stava con altri realizzati sulla stessa carta – con identiche misure – ma con i personaggi non coerenti con l’opera di Gaetano Donizetti. Grazie alla relazione creata tra Accademia e Teatro Donizetti è stato possibile ricostruire la storia dei diversi esemplari, studiare la tecnica e le scelte materiche dell’autore. I diversi figurini confermano una predilezione per una carta consistente dal fondo ocra, simile alla carta spolvero, per l’uso di tempera e pastelli molto colorati, lo stile è molto pittorico e pochissimo è lasciato alla grafica. Quella del 1959 fu una buona edizione diretta da Adolfo Camozzo, per la regia di Enrico Colosimo,  con Renato Capecchi nelle vesti de L’Aio, Giudo Mazzini (Don Giulio), Salvatore Gioia (Enrico), Bora Gatta (Gilda), Danilo Cestari (Pipetto), Genia Las (Leonarda), Alessandro Maddalena (Simone), Giulio Bertola  fu il maestro del coro. Bercher ha lavorato presso il Teatro Donizetti anche in altre occasioni: 1957 Requiem per Elisa, 1958 Il Ritorno e L'imperatore, 1959 Le sue Ragioni (oltre naturalmente all’Aio), impegnandosi dunque più volte nel Teatro delle Novità.